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MIRKO FEDERICO (DEMOCRAZIA CRISTIANA): LA “BUFALA” DEL DECRETO NORDIO – QUESTO GOVERNO DI DESTRA CONTINUA A PRENDERE IN GIRO ELUDENDO LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI !

22.05.2024  Matteo Vianello  52,703 views

Nella prima metà di agosto 2024 il < Decreto carceri > è diventato legge, Via libera definitivo dunque con la votazione a favore da parte dell’attuale maggioranza.  

La cosa imbarazzante che nessuno ha citato il detenuti che si sono tolti la vita portando così ad un numero impressionante quelli che si sono tolti la vita nelle carceri italiane (ed a cui si devono aggiungere gli agenti del corpo di polizia penitenziaria che hanno fatto altrettanto).  

Dati allarmanti e che senz’altro il Decreto Nordio non riuscirà a contrastare questo fenomeno.  

 

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Ma approfondiamo il che cosa prevede il D.L. NORDIO ?  

 

1) semplificazione e velocizzazione delle procedure per concedere la libertà anticipata ai detenuti.  

Il magistrato di sorveglianza “accerta la sussistenza dei presupposti per la concessione della liberazione anticipata in relazione ad ogni semestre precedente”.  

Il Vice-Segretario nazionale del Dipartimento “per la Tutela del cittadino e per Diritti umani” della Democrazia Cristiana italiana e Segretario regionale del Dip. nella regione Lazio MIRKO FEDERICO– da noi interpellato in merito – così risponde a tale riguardo:  

<< La velocizzazione non potrà mai essere attuata visto le numerose richieste che devono affrontare ogni giorno i magistrati di sorveglianza intasando anche i Tribunali.  

Poi i magistrati di sorveglianza non conoscendo i detenuti non concedono facilmente le misure alternative al carcere.  

E’ per questo che la proposta di legge Giachetti proponeva di lasciare questo compito all’equipe dell’amministrazione penitenziaria, composta da direttrice, psicologo o psichiatra, basandosi anche su relazioni degli agenti di custodia che vivono ogni giorno accanto al detenuto e lo monitorano costantemente.  

Solo così si potevano smaltire i tribunali di sorveglianza e sarebbe stato più plausibile tale concessione visto che l’amministrazione penitenziaria conosce ogni sfumatura di un detenuto vivendolo in prima persona >>.  

 

2) Le detrazioni non saranno riconosciute “qualora durante il periodo di esecuzione della pena il condannato non abbia partecipato all’opera di rieducazione”  

Il Vice-Segretario nazionale del Dipartimento per la Tutela del cittadino e per i diritti umani Mirko Federico risponde così a tal proposito.  

<< Dobbiamo vedere cosa si intende per opera di rieducazione. Se si intende la partecipazione a corsi di formazione o altro, non è possibile visto che non è possibile per tutti i detenuti di accedere ad essi.  

Pensando solo al carcere di Poggioreale, laddove ci sono 2077 detenuti a fronte di posti 1624 regolamentari oppure il carcere romano di Rebibbia con 1574 detenuti al fronte di 1170 posti regolamentari e potremmo continuare a citare tante altre situazioni simili.  

Questo ci deve far riflettere per capire che non è possibile per questo numero cospicuo di detenuti partecipare alle poche attività concesse all’interno degli istituti penitenziari”  

 

3) All’interno del carcere “vi sono misure per rendere più semplice la liberazione anticipata”, ha spiegato Nordio.  

“Non vi sono indulgenze gratuite, ma si rende più certa la procedura attraverso cui la liberazione anticipata è posta in esecuzione.  

Renderemo molto chiaro al detenuto il percorso ed i termini per godere della liberazione anticipata.  

Ci sarà una specie di ‘patto’ per metterlo subito al corrente dei suoi diritti e degli sconti che potrebbe ottenere se si comporta bene in carcere”  

Mirko Federico così interviene in merito.  

<< Il buon comportamento all’interno degli Istituti è un dovere da parte del detenuto attuarlo: è sempre stato così, per prendere benefici previsti dalla legge, anche come la liberazione anticipata.  

Ma inserire una parola come “PATTO” è un imposizione, un vero e proprio modo di oppressione che già visto in molti altri campi da questo di questo Governo di destra.  

E’ come dire al detenuto “stai zitto e buono che ti concedo i benefici”.  

Questo modo di espressione di imposizione è già stato vissuto all’interno delle carceri e creerà nervosismo, malumori ed ancora più tensione.  

 

Fonte: IL POPOLO - https://www.ilpopolo.news/mirko-federico-di-san-cesareo-rm-e-il-nuovo-presidente-provinciale-del-dip-per-la-tutela-del-cittadino-e-per-i-diritti-civili-della-democrazia-cristiana-di-roma-capitale-e-della-provin/ -  


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